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venerdì 8 gennaio 2016

Cross e Maratona - in breve gli interventi




Grazie alla cortesia dell'amico Camillo  Bruseghini, qui di seguito un breve riassunto degli interventi di martedì alla Tavola Rotonda.




CONVEGNO  CROSS E MARATONA

In occasione del 59° CROSS DEL CAMPACCIO, il 5 gennaio 2016 a San Giorgio su Legnano, Officina Atletica ha organizzato una tavola rotonda sul tema in oggetto.

Qui di seguito le sintesi degli interventi dei relatori:

- Massimo Magnani:

Cross e maratona sembrano specialità molto diverse, in realtà non è così, anzi hanno molte affinità.
Il cross, come insegna l'atletica africana, va utilizzato come strumento; le condizioni del percorso permettono la costruzione fisica, ma soprattutto mentale: occorre “disfarsi” del cronometro per imparare a governare la fatica sia fisica sia mentale.
Solo dopo avere acquisito tale consapevolezza si può andare ad allenarsi su strada.
Tale strumento di allenamento è valido non solo per le distanze lunghe, ma anche (con i dovuti adattamenti) per il mezzofondo a partire dagli 800 metri.
Solitamente suddivido la preparazione in 3 periodi (costituiti da 8 settimane ciascuno), durante i quali il cross viene impiegato come strumento di allenamento con finalità differenti:

a) periodo con quantità prevalente: il corss serve a sviluppare la forza e la capacità aerobica, attraverso varie distanze con varietà di dislivelli (salite e discese) e cambi di ritmo; fondamentale è ovviamente l'intensità delle esercitazioni, utilizzando in base allo scopo le varie “soglie” (aerobica, anaerobica e del lattato): il “volume” fatto alla giusta intensità  non ha mai ammazzato nessuno.

b) periodo con qualità prevalente: il cross serve a sviluppare la forza e la potenza aerobica attraverso un aumento delle intensità;

c) periodo specifico: il cross è utilizzato come attività per il recupero.

- Piero Incalza:

Il cross migliora l'aspetto:

a) energetico: l'aumento dei tempi di contatto al suolo determina un incremento dei tempi di  lavoro dei muscoli;

b) psicologico: incrementa l'energia nervosa;

c) meccanico: il contatto del piede con un terreno non uniforme del terreno, accentua la sensibilità del piede stesso, migliorando la propriocettività e riducendo i risvolti traumatici  per le articolazioni;
Per tali mutamenti   il cross va fatto (anche per il mezzofondo: 800 e 1500 metri, adattando le distanze; 2 o 3 km), ma va introdotto gradualmente. 

- Stefano Baldini:

Il cross va utilizzato in almeno due sedute settimanali, inoltre attraverso le accelerazioni permette anche adattamenti della meccanica di corsa.
La tavola rotonda è continuata con gli interventi di altri allenatori, qui di seguito alcune note che  hanno ribadito ed ampliato i concetti dei relatori:

Gli interventi dei Tecnici in sala:

- il cross serve ad abituare alla fatica (Vittorio Di Saverio);

- la mia esperienza di allenatore in Africa (Claudio Berardelli) mi porta ad affermare la validità del cross quale metodo di allenamento dai 400 metri alla maratona; i benefici sono molteplici:

 a) l'utilizzo di varie superfici determina un “aggiustamento” del piede, migliorando la                 propriocettività e determina un rimodellamento tendineo;

  b) un maggiore stimolo muscolare con miglioramenti metabolici: meno consumo e più        
       potenza;

- l'utilizzo del crosso è un imprescindibile mezzo di allenamento (Claudio Panozzo) per vari aspetti:

  a) metabolico: aumenta la potenza
  b) alternare sabbia, erba ed asfalto migliora la propriocettività;
  c) migliora la capacità di mantenere la concentrazione e quindi la futura capacità di leggere
        la gara;    quindi cross tutto l'anno;

-  è un mezzo di allenamento che permette un'ampia varietà di soluzioni, importanti i cambi di ritmo (Massimo Pegoretti);

- tutti gli atleti dovrebbero fare cross, anche per portare l'atleta ad esprimere tutto il proprio potenziale (Giovanni Bosio);

-  l'utilizzo dell'erba quale superficie allenante determina meno infortuni (Mario Scirè);






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